giovedì 7 gennaio 2016

Antonio Presti, Pietro Consagra e "La materia poteva non esserci".


E' stata la prima opera del parco, situata marginalmente al vasto letto del fiume Tusa ad alcune centinaia di metri dalla foce. Imponente, Bella, ispirante alla riflessione con i suoi due elementi, Bianco e Nero, addossati a contrastarsi in sempiterna lotta. Sull'altura che la sovrasta si erge magnifica la Piramide del 38° parallelo. "La materia poteva non esserci" é l'opera probabilmente più "travagliata" della Fiumana d'Arte, il più grande museo a cielo aperto d'Europa. Pietro Consagra, insignito della madeglia d'oro quale Benemerito della Cultura e dell'Arte da Carlo Azeglio Ciampi, membro del "Gruppo Forma 1" (il più importante dell'astrattismo italiano), aveva voluto rappresentarvi la lotta 


tra Luce e Tenebre, Bene e Male. E' forse anche l'opera più aderente al proprio tema, che non solo rappresenta ma che ne è anche la storia della propria realizzazione. Antonio Presti la commissiona nel 1982, a memoria del padre recentemente scomparso, all'allievo di Guttuso che con la propria Arte si prefiggeva di "Esprimere il ritmo drammatico della vita di oggi con elementi plastici che dovrebbero essere la sintesi formale delle azioni dell'uomo a contatto con gli ingranaggi di questa società, dove è necessaria volontà, forza, ottimismo, semplicità, chiarezza". Le Tenebre tuttavia non tardano ad operare prendendo forma concreta proprio in quella Soprintendenza di Messina che invece avrebbe 


dovuto sostenerne la realizzazione. L'accusa è grave: abusivismo edilizio; per chiunque si affacci da qualunque lato da queste parti più che capziosa semplicemente ridicola, discutibilissima è poi l'azione della Soprintendenza se se ne considera "l'abituale inattività per ogni caso ordinario di abusivismo". Ma le tenebre sono forti, superbe, vanagloriose ed orgogliose e così i dibattiti arrivano nelle sedi giudiziarie e persino (ed accesi) in Parlamento. L'opera è inaugurata nel 1986, il 12 ottobre. Per le vicende giudiziarie si dovrà attendere nientemeno che il 1994 e la sentenza della Cassazione con la totale assoluzione. Essa dunque più che rappresentare, "Incarna" pienamente il proprio tema e la concezione artistica di Pietro Consagra...
francesco latteri scholten

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